Proprietari, tra cedolare secca e aliquota ordinaria

26 Maggio 2016 14:04
Proprietari, tra cedolare secca e aliquota ordinaria

Se per gli inquilini il contratto di affitto da diritto alla detrazione, i soldi incassati dal proprietario, come è logico che sia, devono essere caricati come reddito e su questi quindi vanno pagate le tasse. Nel 730 il proprietario deve quindi indicare quanto incassato e pagare l’Irpef in base allo scaglione di reddito in cui rientrano aggiungendo per esempio, quanto incassato di canone con il reddito da lavoro dipendente. La Legge Italiana però ha previsto regimi agevolati a seconda del tipo di contratto di affitto stipulato. Negli ultimi anni ha preso piede infatti la famosa cedolare secca che consente ai titolari di una casa affittata, di pagare le imposte a canone fisso del 21%. Inoltre, per i contratti a canone concordato di cui parlavamo prima, l’aliquota scende   addirittura al 10% . Oggi largamente usata, la cedolare secca è la tipologia di contratto più utilizzata perché evidentemente favorevole ai proprietari che oltre ad una aliquota fiscale minore, evitano anche le imposte di bollo.

Proprietari, tra cedolare secca e aliquota ordinaria